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martedì 20 marzo 2018

SCANDALO CAMBRIDGE ANALYTICA! IL MONDO CONTRO MARK ZUCKERBERG! FACEBOOK A PICCO! E I FUMETTISTI?

Tira una gran brutta aria nel mondo per Facebook e il suo fondatore, l'americano di origine ebraica Mark Zuckerberg. Quello che tutti sapevano è di dominio pubblico. I social netwok, dietro promesse di trattare con riserbo i dati degli iscritti, li utilizzano per fini illeciti o criminali nella migliore delle ipotesi. Se prima i servizi segreti dovevano organizzare e pagare una fitta rete di spie nella popolazione per tenere sotto controllo la gente (come avveniva in Germania Est) oggi i social hanno risolto il problema. Dati, immagini, video, foto, notizie su quello che fate o volete fare, è tutto su Facebook e i social in genere. Tutto a beneficio dei servizi di intelligence, che non hanno più problemi a farsi i cazzi vostri. Se credete che mantenere il profilo riservato sia sufficiente, vi sbagliate. Entrano anche lì e di voi vengono a sapere di tutto. Se qualcuno deve essere ricattato, sarà ricattato. Se qualcuno deve essere orientato nelle sue scelte, sarà orientato. Se una grande azienda, magari una multinazionale legata ai gruppi di potere economico e finanziario come Bidelberg, Trilateral, logge massoniche, ecc., deve lanciare un certo prodotto sul mercato, voi lo acquisterete perché sarete inondati da milioni di post (spesso fasulli) che vi imporranno la scelta. Questo sistema riduce al minimo la vostra libertà di decisione. Sono perfino in grado di influenzare le vostre scelte politiche. E' ciò che è successo con lo scandalo Cambridge Analytica.
 

Una applicazione chiamata This Is Your Digital Life ha consentito a questa società inglese di acquisire i dati di circa 50 milioni di persone. 50 milioni! Ma come è stata possibile questa raccolta? Con uno strumento all'apparenza molto banale: il social login, pratica diffusa sul web. Molto spesso, infatti, per abbreviare le procedure di autenticazione ad un servizio o a un sito, viene proposta la possibilità di loggarsi con i propri account social. Metodi veloci, aggressivi, parecchio utilizzati proprio per la rapidità di esecuzione, in un mondo, quello del web, che va sempre di fretta, scrive il Sole24Ore, che ha trattato lo scandalo. E adesso viene il bello. Prosegue il Sole24Ore: La moneta che ogni utente paga a Facebook per usufruire della piattaforma, cioè i dati personali, è soggetta ad un flusso di scambio infinito. E soprattutto, quello della raccolta sembra un processo abbastanza irreversibile. Con un social login si condivide con lo sviluppatore della app un po' tutto quello che già sa Facebook di noi: foto del profilo, anni, data di nascita, sesso, lista di amici, indirizzo email, descrizione personale, fino all'elemento più gustoso: i “mi piace” sparsi qua e là, che disegnano in modo preciso il profilo di ogni utente. Non solo sapranno tutto di voi, chi siete, chi frequentate, chi odiate, chi amate, con chi scopate o avete litigato, ma potranno tracciare un profilo abbastanza fedele della vostra psicologia. Non è finita qui. Mettetevi comodi.
 
Perché chi pensa di essere indenne a questo stillicidio irreversibile di dati stando alla larga dal social login, deve sapere che è trascinato dentro al vortice dai suoi amici. Che poi è quello che è successo nella storia di Cambridge Analytica: 270mila utenti hanno scaricato l'App incriminata, ma l'onda della raccolta ha coinvolto 50milioni di utenti. Nell'area Applicazioni usate dagli altri, Facebook spiega che: Le persone che possono vedere le tue info possono condividerle con le applicazioni che usano. I dati rubati con questo sistema sono stati poi usati nelle campagne elettorali di Trump e per il Brexit. I tizi della Cambridge Analytica negano tutto, ma ormai è troppo tardi. I vertici UE, venuti a sapere del fattaccio, si sono incazzati di brutto. E annunciano battaglia. O magari sapevano tutto e questa è solo scena? Il ciclone ha travolto anche Facebook. Scrive il Corriere: Wall Street sta punendo Facebook per lo scandalo legato all’utilizzo dei dati di milioni di persone iscritte al social network da parte di Cambridge Analytica. Mentre il titolo scivola di oltre il 7 per cento — il calo più consistente dal 2012 — il mondo aspetta una dichiarazione di Mark Zuckerberg. Le richieste delle autorità di tutto il mondo sono unanimi: la senatrice democratica del Minnesota Amy Klobuchar ha chiesto che Zuckerberg venga ascoltato dalla Commissione Giustizia del Senato per spiegare sapeva di quanto stava accadendo. E ancora...
 
In Europa, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani ha annunciato indagini approfondite. «Da una prospettiva Ue, il cattivo uso per fini politici di dati personali appartenenti agli utenti di Facebook se confermato - è inaccettabile», sottolinea la commissaria Ue alla giustizia Vera Jourova. Nel Regno Unito, dove Cambridge Analytica potrebbe aver avuto un ruolo nella campagna per la Brexit, è il conservatore Damian Collins ad aver chiesto all'imprenditore 33enne di presentarsi davanti alla commissione d'inchiesta che sta indagando sulle presunte interferenze nel voto del giugno del 2016. Zuckerberg si è ritrovato in un mare di guai! Guai grossi. E non crediamo che ne venga fuori bene e a breve. Tutto il mondo è contro di lui considerandolo la mente di un complotto planetario per il controllo globale. E' arrivata la fine di Facebook? Chi sta cercando di distruggere Zuckerberg? Ha pestato i piedi a qualche altro potente come lui e allora il concilio mondiale dei potenti ha deciso di farlo a pezzi così? Cosa ha a che fare questo con il mondo del fumetto? Quante volte abbiamo messo in guardia le case editrici dalle trappole dei social e di diffidare di persone che venivano pompate sui social per apparire ciò che non erano? I risultati sono arrivati: vendite basse e fumettisti rivelatisi pugnette. Lo diceva il comico Paolo Cevoli: fatti non pugnette. E gli editori si sono ritrovati con le pugnette in mano! Dimitri Temnov.

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