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giovedì 12 aprile 2018

ECCO IL CREEPY PAST: NUOVA SERIE DELLA LINEA YOUNG CON CUI BONELLI CERCA DI INTERESSARE AI GIOVANI!

Alla disperata ricerca di un nuovo pubblico, da qualche anno la Bonelli ha deciso di aprirsi al mercato dei più piccini con il lancio di una linea chiamata Young. Finora non sono arrivati grandi risultati. Non disponiamo di dati di vendita precisi sul riscontro di pubblico di queste testate, per cui dobbiamo basare le nostre valutazioni esclusivamente sul piano della chiara crescita della offerta. Un parametro incompleto per chiari motivi che può essere analizzato, incrociando le valutazioni con i dati di bilancio, che sono pubblici. Anche così, però, bisogna fare molta attenzione. Una riduzione degli utili potrebbe essere sì giustificata dai massicci investimenti in questi nuovi prodotti, basati su colore e carta patinata. Finora, tuttavia, le cose non sono andate gran che bene. La Bonelli è passata dai 3 milioni e mezzo di euro di utili netti del 2014 ai 724mila euro del 2017. Una caduta del 79% dovrebbe far correre il management ai ripari con scelte radicali che finora non si sono viste. La Bonelli insiste con il suo consolidato parco di autori, alcuni dei quali ultracinquantenni e in qualche caso perfino l'ultrasettantenne. Questo tipo di strategia sembra porsi in netto contrasto con gli sforzi profusi per l'apertura dei nuovi mercati. Non aiutano i comportamenti che alcuni autori tengono sui social. Si va dai litigi contenuti agli alterchi accesi fino a pubbliche manifestazioni di ostilità verso mostre o eventi fumettistici. E' di questi giorni la polemica di un autore che ha dichiarato di non avere simpatie per Romics, pur nonostante il fatto che la Bonelli vi sia presente con i suoi prodotti editoriali. Se ciò accade è perché non ci sono controlli sui comportamenti social dei loro autori. La Bonelli si giustifica con un Non siamo responsabili di quello che i nostri autori dicono sui social. Se però tali condotte toccano personaggi e serie della casa editrice, le ricadute pregiudizievoli sono evidenti. Da qualche giorno si parla di una nuova collana della linea Yuong nota come Creepy Past. Gli autori sono Bruno Enna e Giovanni Di Gregorio. Il primo viene dalla non felice esperienza di Saguaro, chiuso per basse vendite nel 2015. Il secondo è un autore di Dylan Dog (sulla cui serie regolare non si vede da quattro anni). I disegni sono di Giovanni Rigano, artista poco noto nel panorama bonelliano ma abbastanza attivo nel mercato francese ed in quello Disney con uno stile, pertanto, molto di settore.
 

Creepy Past si può considerare, alla luce della tipologia di fumetto, di target e disegni, espressione di quella Disneyisizzazione che da qualche anno sta, secondo il nostro parere, stravolgendo i canoni del fumetto italiano basato sulla perfezione anatomica e le inquadrature con volti ben espressi alla Tex Willer, tanto per intenderci. Per tali motivi, Creepy Past non si dirige al lettore bonellomane e nemmeno a quello dei comics Usa, che oggi costituisce una piccola micronicchia formata da circa 3.000 lettori. Il pubblico che potrebbe avvicinarsi a Creepy Past è quello dei manga child, dei fumetti nipponici con disegni minimali e scene bizzarre. Una concorrenza molto agguerrita che non ha spaventato la Bonelli. Il tema del fumetto sembra essere quello horror-dark-esoterico tipico di Dylan Dog e Dampyr. E qui viene da pensare. Se il prodotto è per i più giovani, siamo sicuri che alcune scene siano adatte alla giovane del potenziale lettore? Dietro la bizzarria delle scene potrebbero celarsi aspetti così reconditi di non immediata comprensione? Se questo fumetto è destinato ai più giovani, con contenuti di questo tipo, come si può pensare che i genitori ne consiglino la lettura? Il fumetto è veicolo di cultura, idee e principi. L'horror per i suoi contenuti esoterici dovrebbe essere indirizzato ad un pubblico esclusivo di adulti, gli unici in grado di decodificare un prodotto che una mente inesperta potrebbe fuorviare. Se, quindi, il fine della linea Young è il pubblico giovane, quale sarebbe il senso di puntare sull'horror? Un genitore infatti non consiglierebbe mai ai suoi figli un fumetto che, predicando il soprannaturale, esprime la visione negativa del cristianesimo, dello spiritismo, della demonologia, ecc. Sempre che non si voglia educare i giovani con simili concetti! La Bonelli, quindi, continua a sbagliare. Vuole puntare sui giovani, ma lo fa con un prodotto che non ha alcuna possibilità di imporsi in questa fascia di mercato. Allora perché lo fa? Lo fece anche nel 2013 con il lancio di Orfani di Roberto Recchioni. La collana con cui si sperava di catturare il pubblico dei giovani conclusasi con mesti dati di vendita (oggi con una media di 10mila copie!). Se la Bonelli vuole interessare ai giovani deve farlo con prodotti più solari e adatti alla spensieratezza di una età che non ha alcun desiderio di immergersi in atmosfere esoteriche o tenebrose. Gunnar Andersen.

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