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mercoledì 11 aprile 2018

LA GUERRA IN SIRIA? C'ENTRA L'APPARATO MILITARE-INDUSTRIALE? LE PAROLE DEL PRESIDENTE EISENHOWER!!!

Potrebbe essere un fumetto, invece è la realtà. Nel contesto di un più grande movimento fomentato tra il 2010 e il 2011 da oscure organizzazioni internazionali avente lo scopo di destabilizzare il tessuto sociopolitico dei Paesi arabi e favorire la caduta dei governi democraticamente eletti (alcuni dei quali non si erano più voluti piegare ai diktat di questi potentati economici), è scoppiata in Siria una guerra civile per far cadere il governo del presidente Bashar Al-Assad (inviso a gruppi come Bidelberg, Trilateral, ecc.). Come già accaduto per Napoleone, questi gruppi sono in grado di creare coalizioni di Stati contro il ribelle (in questo caso, la Siria di Assad). Risultato? Dal 2011 la Siria è un Paese devastato da una guerra civile, che ha causato migliaia di morti. Questi gruppi internazionali non hanno fatto i conti con la Russia del presidente Putin, da cui hanno ricevuto grossi smacchi in Crimea e Ucraina. Il gioco tendente a far passare per criminale il governo legittimo, attribuendogli con una vasta manovra costellata di fake news costruite ad arte, può riuscire con un piccolo stato come la Siria, non contro una super-potenza come la Russia (ma ci hanno provato comunque servendosi di un loro membro, il governo inglese, per convincere il mondo della più grossa cavolata del secolo: i russi avrebbero scatenato un attacco con gas nervino a Londra per eliminare una ex-spia russa! Chi ha organizzato la messinscena deve aver visto troppi film di 007. E dispiace che il governo italiano si sia unito al codazzo di governi stranieri per espellere diplomatici russi come mossa di reazione a quella che ha assunto da subito i toni di una cazzata alimentata dai social network, tra cui Facebook, Twitter, ecc., che sono posti sotto il loro controllo.


Questi potentati non si sono dati per vinti e stanno facendo di tutto per rimuovere Assad. Finora non ci sono riusciti perché i suoi alleati si chiamano Russia e Cina, due super-potenze. Creare fake news è facile. Basta inventare una cazzata e diffonderla sui social a partire da siti sul loro libro paga. Più la cazzata è grossa più la gente, che è cogliona in gran parte, ci crede. La cazzata in questione è data da presunti attacchi con armi chimiche che l'esercito regolare, impegnato dal 2011 a reprimere la rivolta capeggiata da terroristi, avrebbe scatenato. Lo fecero anche nel 2003. Gli Usa si inventarono la balla che Saddam Hussein possedeva armi di distruzione di massa. Le armi non sono mai state trovate e oggi è ufficiale che non ci sono mai state. Allora fu sufficiente per invadere illegalmente uno Stato sovrano e liquidare il governo di Hussein. Adesso vogliono fare la stessa cosa con Assad. A differenza dell'Iraq, però, la Siria è alleata di russi e cinesi, suoi alleati nella guerra contro i terroristi dell'Isis e qui viene il bello. In queste ore, Donald Trump, contro il parere dell'Onu ha minacciato di bombardare con dei missili la Siria di Assad! Ma come, invece di attaccare i terroristi dell'Isis bombardi la Siria di Assad che li combatte? No, che dici. Assad è un animale, usa armi chimiche ed è peggio dei terroristi! Per cortesia, Don. Lascia stare. Hai prove che Assad usa armi chimiche contro i suoi civili? No, però mi hanno riferito che... Don, lascia stare. Parliamo di cose serie: a che punto è la costruzione del muro sul confine messicano? Ci stiamo lavorando. Sicuro? Yess. Sarà, ma non abbiamo visto nemmeno un mattone. Lo sai, vero, che dal Messico entrano criminali e spacciatori nel tuo Paese? Si. E tu vuoi spendere miliardi per bombardare Assad?

Assad che lotta contro l'Isis? Lui usa armi chimiche! Ti hanno riferito che i russi hanno dichiarato che se provi a lanciare dei missili sul territorio siriano loro li abbatteranno? Dai, il mio amico Putin non lo farebbe mai. Ne sei sicuro? Uffa, quanto sei palloso stamattina. Faccio del mio meglio. Lasciamo da parte i dialoghi immaginari. Perché Trump si è schierato contro Putin? C'entra il fatto che le pressioni dello scandalo Russiagate, altra grossa fake news, si sono fatte temibili? E c'entra il fatto che Putin e i cinesi hanno vinto la guerra in Siria e il sogno dei potentati di destituire Assad sono finiti? Una volta, quando gli Usa erano l'unica superpotenza e l'Urss si allineava certi giochi erano facili. Oggi sono divenuti impossibili. Oggi devi trattare con Putin e lui, Putin, detta le condizioni al tavolo. Chi c'è dietro tutto questo? L'apparato industriale-militare che produce armi e che dà vita a questi potentati. Le armi servono solo se c'è la guerra. Altrimenti, i governi non le acquistano. E allora i potentati creano e a volte finanziano gruppi di terrore. Nuove sigle, fino al giorno prima ignote, spuntano come funghi in Africa, Asia, Medioriente, cioè nei luoghi dove è più facile creare tensione sociale. Ma in altri paesi, come quelli europei, sfociano in attacchi terroristici (come è successo in Francia, Spagna e Germania). Alla gente, tramite le fake news sui social e i media, viene fatto credere che esiste un nemico che li minaccia e loro offrono la soluzione: armi, compratele e andate a combattere questi gruppi. Ma se si scoprisse, come sostengono i complottisti, che a creare e finanziare questi gruppi sono loro, che creano il problema e offrono la soluzione? Il 17 gennaio 1961 il presidente americano Eisenhower, in uno discorso, denunciò questi fatti.

Kennedy aveva vinto le elezioni tre mesi prima. Eisenhower, il grande condottiero della seconda guerra mondiale, stava prendendo commiato dai suoi cittadini come presidente. Per la prima volta gli americani sentirono parlare di questi gruppi di influenza, formati da industriali del settore delle armi, che esercitavano influenze e pressioni, a volte oppressive, sulla vita democratica del Paese, orientandone le scelte e le politiche. Perché sorse tutto questo? Durante la II guerra mondiale gli industriali diedero un grosso contributo producendo armi e vendendole al governo Usa, Urss e alla Gran Bretagna. Ciò permise loro di acquistare grande ricchezza ma anche molto potere, a cui ora, finita la guerra, non volevano rinunciare. Furono sempre loro, negli anni trenta, attraverso alcune banche a creare la minaccia (cioè, la Germania di Hitler), cui poi risposero fornendo anche la soluzione. Un gioco che hanno ripetuto anche dopo la fine della guerra fredda. Il mondo è in pace? No, perché sigle del terrore sono spuntate ovunque, senza che si sapesse dove avevano trovato i soldi per comprare le armi. Ed ecco che gli stati mondiali sono stati costretti a combattere nuovi nemici creati ad arte. Al Queda, Isis, ecc. Ecco le parole di Eisenhower del 1961: Un elemento vitale nel mantenimento della pace sono le nostre istituzioni militari. Le nostre armi devono essere poderose, pronte all'azione istantanea, in modo che nessun aggressore potenziale possa essere tentato dal rischiare la propria distruzione. Questa congiunzione tra un immenso corpo di istituzioni militari ed un'enorme industria di armamenti è nuovo nell'esperienza americana. L'influenza totale nell'economia, nella politica, anche nella spiritualità; viene sentita in ogni città...

...in ogni organismo statale, in ogni ufficio del governo federale. Noi riconosciamo il bisogno imperativo di questo sviluppo. Ma tuttavia non dobbiamo mancare di comprendere le sue implicazioni. La nostra filosofia ed etica, le nostre risorse ed il nostro stile di vita vengono coinvolti; la struttura portante della nostra società. Nei concili di governo, ora dobbiamo guardarci le spalle contro l'acquisizione di influenze che non danno garanzie, sia palesi che occulte, esercitate dal complesso militare-industriale. Il potenziale per l'ascesa disastrosa di poteri che scavalcano la loro sede e le loro prerogative esiste ora e persisterà in futuro. Non dobbiamo permettere che il peso di questa combinazione di poteri metta in pericolo le nostre libertà o processi democratici. Non dobbiamo presumere che nessun diritto sia dato per garantito. Soltanto un popolo di cittadini allerta e consapevole può esercitare un adeguato compromesso tra l'enorme macchina industriale e militare di difesa ed i nostri metodi pacifici ed obiettivi a lungo termine in modo che sia la sicurezza che la libertà possano prosperare assieme. Ed è facile costruire un cattivo, specie se non esiste, dipingerlo come una minaccia costringendo paesi ad armarsi e combattere, comprando le armi. Qualcuno di questi industriali delle armi a volte viene beccato. E' capitato con Friedrich Krupp, l'industriale tedesco legato a potentissimie associazioni bancarie americane imputato al processo di Norimberga del 1946 insieme ad altri criminali di guerra. La sua posizione venne stralciata! Proprio lui, che aveva costruito l'impianto bellico di Hitler! Pochi sanno, infatti, che il prestito di 30 milioni di dollari delle banche Usa fu patrocinato da Allen Dulles, futuro capo della Cia! Al Plano.

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