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domenica 29 aprile 2018

NAPOLI COMICON 2018: TANTA NOIA E TANTO FIRMACOPIE TRA FUMETTISTI CON LA VOGLIA DI ESSERE ALTROVE!

Stavamo dando un'occhiata alle pagine Facebook dei principali editori italiani di fumetti per capire cosa stavano facendo al Napoli Comicon. Una volta, quando questi eventi erano solo fumetto e basta, i motivi di interesse per il lettore erano tanti. I fumettisti non facevano i leoni da tastiera sui social (insultando i lettori critici o i responsabili dei siti non allineati al sistema della cricca con la benevola complicità degli stessi editori) e gli incontri costituivano lo spunto per capire come sarebbero evoluti gli universi narrativi nazionali ed esteri. Alla Lucca Comics 1993 arrivò perfino Stanley Lieber (meglio noto ai fan come Stan Lee), lo scrittore ebreo inventore del MU. C'era sempre qualche volume speciale, che costava tra le cinquemila e le diecimila lire da prendere ad ogni costo, magari con la firma di uno degli ospiti stranieri intervenuti. Oggi nel Comicon, come in tante altre manifestazioni, di fumetto c'è molto poco. Poche conferenze, tanta noia e tanto firmacopie! Si tratta delle famigerate signing session, che i fumettisti italiani odiano più dei loro haters immaginari. Gli editori, per vendere più copie e sfruttare al massimo la valenza di richiamo della manifestazione, chiedono (a volte obbligano) i fumettisti a lunghe ed estenuanti sessioni di firme per la gioia dei lettori. Lunghe file e il povero fumettista (che vorrebbe tanto trovarsi altrove) è costretto a firmare albi e volumi perché il firmacopie fa parte del gioco.
 

Il povero fumettista vorrebbe magari guadagnarci qualcosa. Spesso (per non dire quasi sempre) è costretto a raggiungere la città sede della manifestazione con mezzi e risorse proprie. Le spese di viaggio e di albergo (a Napoli costano, come a Roma, a Milano o a Lucca) sono a suo carico. Il destino di quelle copie firmate è già scritto. Dopo qualche ora fanno bella mostra su eBay in aste a prezzi folli. Un fumetto di cinque euro può essere rivenduto, grazie alla firma del fumettista, anche a 50 euro. I lettori non ci sono più. Al loro posto ci sono gli speculatori, tra cui gli agenti in borghese delle fumetterie, ansiose di rivendere nei loro negozi quelle copie per chi non è potuto andare alla convention. Fu Roberto Recchioni nel 2017 a parlare di questo fenomeno manifestando tutta la sua contrarietà. Se diamo uno sguardo ai programmi delle principali case editrici per il Comicon 2018 vediamo tanto firmacopie. Sia ieri che oggi Recchioni è stato impegnato solo in signing session! Tutto il contrario di un anno fa quando, in veste di magister, era il centro dell'evento. Una Napoli Comicon che sta passando nel segno della grande indifferenza. Zero scoop. Ospiti stranieri di scarso rilievo, tranne Frank Miller allo stand Rw. Delle notizie d'oltreoceano già sappiamo. Il mistero avvolge ancora il futuro editoriale di Dylan Dog e cosa sarà dell'Indagatore dell'Incubo dopo il n. 400. E di Martin Mysteré! Chiuderà entro il prossimo biennio? Al Plano.

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