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mercoledì 2 maggio 2018

DYLAN DOG: FUTURO HORROR! LA BONELLI CONFERMA DI VOLER PROSEGUIRE CON IL RILANCIO! I FAN PERPLESSI

Un sito amatoriale di quelli sempre disponibili a incensare qualsiasi fumetto prodotto dal Sistema (e quindi, non un sito di critica bensì di un sito di supporter a cui piace tutto e non dispiace niente) riferisce, con termini entusiastici, delle novità circa il futuro immediato di Dylan Dog. Si parla del n. 400, sceneggiato dal curatore Roberto Recchioni, di eventi destinati a sconvolgere il microcosmo dylaniato, di continuity e di un nuovo status del personaggio. Chissà cosa ne pensa davvero Sclavi di questo oscuro processo di marvelizzazione a cui la sua ideazione è sottoposta dal 2013! E' sembrato uno di quei panel all'americana dove viene puntualmente annunciata la morte di un personaggio o il ritorno di qualcosa dal passato. Insomma, la solita fuffa per gettare fumo negli occhi ai lettori sempre più stufi di storie deprimenti e senza nerbo, come se delle critiche e del conseguente calo nelle vendite non importasse più ai vertici della casa editrice. E allora non si capisce se il problema è sostanzialmente di orgoglio legato a scelte da cui non si vogliono prendere le distanze o di fede cieca in qualcosa che finora non ha prodotto risultati. In poche parole è stato dettato il futuro dei prossimi tre anni. Dal 2021 le storie saranno scritte da un poker di autori formato dallo stesso Recchioni, Chiaverotti, la Barbato e Pasquale Ruju. A parte quest'ultimo, che noi vediamo come il futuro curatore di Tex, gli altri non ci convincono poiché si dovrebbero tentare strade nuove con l'ingaggio di autori innovativi, magari stranieri, specializzati in storie horror per rialzare un personaggio in grossa crisi.
 

Recchioni è la mente del rilancio (anche se in qualche pubblica occasione ha dichiarato di avere attuato idee di Sclavi, ma quest'ultimo ha negato recisamente) e poiché finora le vendite non solo non sono aumentate ma hanno seguitato a calare, non possiamo che domandarci che senso abbia insistere ancora con il fumettista romano. I dati ufficiali (rivelati dai vertici bonelliani) parlano di 140.000 copie del 2012 e 112.000 copie del 2014. L'arrivo di Recchioni, quindi, non ha tappato la falla. Anzi, l'ha incrementata. Le scelte recchioniane, spesso oggetto di accesi contrasti tra il vertice artistico della collana e il pubblico sui social, ha reso più gravosa una situazione già difficile. Dal 2015 si hanno solo dati ufficiosi, che qui si riassumono: 100.000 copie nel 2015; 90.000 copie nel 2016; 78.000 copie nel 2017. La tendenza è di una perdita di lettori pari a 10.000 unità all'anno. Se si continua così nel 2021, anno del reboot dylaniato, la serie scenderà sotto le 50mila copie. E sarebbe un disastro colossale tenuto conto del fatto che a calare, benché in misura minore, sono anche le altre collane della casa editrice. La realtà è già visibile oggi. Mettendo a confronto i risultati di bilancio degli ultimi due esercizi, la casa editrice evidenzia un calo di utili netti pari al 79% passando dai 3 milioni e mezzo di euro del 2015 ai 724mila euro del 2017. Cosa si dovrebbe fare? Secondo noi, chiudere il rilancio. E avviare una fase nuova caratterizzata dalla restaurazione della componente horror, oggi sostituita da quella di matrice politica ed esistenzialista di sinistra che ha allontanato tanti lettori. Al Plano.

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