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venerdì 11 maggio 2018

GOVERNO LEGA-M5S: A RECCHIONI L'IDEA NON PIACE! E ORA CHI GLIELO DICE A LUIGI DI MAIO CAPO DEL M5S?!!!

Scrive Roberto Recchioni (curatore di Dylan Dog per la Sergio Bonelli Editore, autore Mondadori e collaboratore di Feltrinelli Comics, di Bao, Editoriale Cosmo e Star Comics) oggi sul suo profilo pubblico FB: Non importa con chi. Non importa come. A lui interessava solo arrivare al governo. Finalmente abbiamo il Nono Nano. Io, se penso a quanto è soddisfatto questo scappato di Tecnocasa di andare a fare un governo come pupazzo di Silvio, non mi capacito. Il fumettista di Tor Pignattara, che in molte interviste (anche di recente) si è autodefinito un fascista zen, sta parlando di Luigi Di Maio, sedicente capo-politico del M5S, una sorta di partito-azienda che in questi anni, pur di raccogliere consenso in una Italia devastata dai governi Monti-Letta-Renzi-Gentiloni del PCI-PDS-DS-PD ha sposato tesi più conflittuali, passando dall'anti-europeismo e anti-atlantismo a posizioni di complicità con UE, banche, euro, ong, Soros, ecc. Nella visione recchioniana, Di Maio starebbe per fare un governo come pupazzo di Silvio Berlusconi, che a proposito dei grillini qualche giorno fa aveva dichiarato che secondo lui, nelle aziende di sua proprietà, l'unico posto disponibile per loro era quello di lavacessi. La politica, almeno secondo la visione della italietta basata sulla corruzione, è soprattutto compromesso e non c'è da meravigliarsi, quindi, se l'inveterato nemico di ventiquattro ore fa può essere il tuo alleato di governo domani mattina.
 

Un governo CD-M5S costituisce lo scenario peggiore per Recchioni e il gruppo di autori che orbitano intorno a lui e al suo studio. Un governo anti-sistema, anti-immigrazione, anti-UE, anti-banche, ecc., rischia di chiudere i tanti progetti, tutti schierati a sinistra, che in questi anni sono stati messi in cantiere e non tutti ancora sviluppati del tutto presso vari editori. A meno che Recchioni, che, ricordiamo, si definisce un fascista zen, cambi idea sulla UE, immigrazione, banche, scie chimiche, logge massoniche, ecc. Definisce Di Maio uno scappato di Tecnocasa. A noi risulta che il sedicente capo politico dei grillini fino a 5 anni fa era steward allo stadio San Paolo di Napoli (lo stadio che Recchioni nel 2013 dichiarò di voler riempire con le vendite di Orfani n. 1 ma senza riuscirci). A Recchioni non è andato a genio l'esito delle elezioni del 4 marzo, dove il suo partito di riferimento, il PD, è uscito devastato e umiliato insieme al codazzo di europeismo e omaggi ai poteri forti in stile Bidelberg, Trilateral, massonerie varie, lobby sioniste mondiali, pro-vax, anti-brexit, anti-Trump, ecc. Egli già sapeva come sarebbe andata a finire e infatti, pochi giorni prima del voto, dichiarò che non sarebbe andato a votare! Disse di essere conto il M5S ma anche contro il PD! Cosa strana, visto che le storie di Dylan sotto la sua gestione e i progetti per altri editori sembrano essere una attuazione delle idee piddine. Ne abbiamo parlato qui.
 
Recchioni sapeva che il PD sarebbe uscito distrutto dalle elezioni e quindi, almeno formalmente, da buon navigatore della rete social, scese dalla barca prima che questa affondasse. Recchioni non ama Berlusconi. Secondo lui è un criminale. Disse la stessa cosa di Erdogan e di Putin. Eppure Recchioni collabora con la Mondadori (per la quale ha scritto tre libri in questi ultimi tre anni) che appartiene alla famiglia Berlusconi! La presidente del cda della Mondadori è Marina Berlusconi, figlia di Silvio! E qui viene meno la coerenza di Recchioni: se sei convinto che il Berlusconi sia un criminale, come fai a collaborare per una delle sue aziende? I soldi guadagnati con Mondadori e finiti nelle tasche di Recchioni provengono dai forzieri di Berlusconi tramite gli incassi di Mondadori! Ok, di cosa ci stupiamo? Il compromesso non appartiene solo al dna della politica italiana dal 1943 ad oggi. Di recente, Silvio Berlusconi ebbe a dichiarare della figlia Marina: mia figlia legge tutti i libri proposti alla Mondadori prima di pubblicarli. I libri di R. Recchioni devono essere piaciuti a Marina Berlusconi! Non finisce qui: l'azienda che distribuisce Dylan Dog e le altre serie Bonelli in edicola, la M-Dis, fa parte del gruppo Mondadori e quindi di proprietà di Berlusconi! Se Dylan arriva tutti i mesi in edicola, il merito è della efficienza dell'azienda di Berlusconi. Eppure, secondo Recchioni, Silvio Berlusconi è un criminale. Ha ragione.
 
Berlusconi è stato condannato per evasione fiscale. Come può Recchioni collaborare con aziende di proprietà di un signore che secondo lui è un criminale? L'incoerenza non si ferma a Berlusconi. In questi anni, il gruppo CIR dell'imprenditore ebreo Carlo De Benedetti, tramite Repubblica, ha pubblicato diverse serie in volume di collane della Bonelli. Ebbene, De Benedetti ha confessato duranti Mani Pulite, di avere pagato 10 miliardi di lire in tangenti ai partiti politici e di recente è stato condannato a 5 anni di carcere per omicidio colposo e lesioni nel caso-Amianto di Ivrea. Se applichiamo la logica recchioniana, anche De Benedetti è un criminale, ma Recchioni non lo ha mai dichiarato! Attaccare Berlusconi sui social è ormai di moda nell'ambito della sinistra, ma sta di fatto che Recchioni non ha mai specificato che Berlusconi è stato membro della loggia massonica P2 di Licio Gelli, oggi considerata a tutti gli effetti una organizzazione criminale di stampo sovversivo. Come Berlusconi, anche il De Benedetti è stato membro della P2 ed oggi risulta ufficialmente cittadino svizzero! Scelta che De Benedetti ha giustificato per motivi affettivi! De Benedetti è membro del cda della banca Rothschild, membro del gruppo Bidelberg, di Trilateral, ecc. Chissà perché Recchioni non scrive una storia su questi argomenti! Sarebbe un best-seller! Ma ci dovremo accontentare solo di una storia anti-M5S? Al Plano.

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