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martedì 22 maggio 2018

L'UOMO RAGNO N. 697! LA MEGA-RECENSIONE! LO SHIELD VUOLE ARRESTARE PETER PARKER! TESTA DI MARTELLO!

Dopo una sfilza di numeri di ottima qualità, arriva il punto in cui il livello si abbassa con l'inevitabile passo falso. L'Uomo Ragno n. 697 contiene diversi elementi che suffragano questo giudizio. Cominciamo dalla collana The Spectacular Spider-Man. Zdarsky/Murray con fatica riesce a mantenere le aspettative intraviste negli scorsi numeri. E' il limite di molti scrittori: tanta carne al fuoco con tanti elementi narrativi che poi, per vari limiti intrinseci, non riescono a gestire nella articolazione della trama. L'Avvoltoio, sebbene potenziato da diversi gadget ad alta tecnologia, è un vecchio coglione inacidito che per un supereroe di serie A come l'Uomo Ragno non dovrebbe rappresentare un problema. Eppure la storia occupa grande spazio nello sconto tra i due. In una scena si nota un omaggio ad una celebre copertina di Steve Ditko, che vede il protagonista sostenere il peso di tonnellate di macerie sulle sue spalle. Lo scontro era stato determinato dalla scoperta, da parte del Riparatore, che il fratello Ophni è tornato nel giro e mentre lui sostiene supercriminali, quest'ultimo aiuta i vari supereroi! Messo alle strette Peter decide che la cosa migliore da fare è nascondere Ophni presso sua zia May (che ipercazzata!) e Teresa fuori del Paese. Il cerchio intorno a lui si sta stringendo. L'agente dello Shield che dirige la Lama Grigia, Mintz, vuole arrestarlo per crimini federali visto lo stretto legame tra lui e l'Uomo Ragno. I disegni di Adam Kubert continuano a migliorare ma siamo lontani da uno standard accettabile di sufficienza. La collana di Zdarsky/Murray si fa apprezzare parecchio perché, dopo tanti anni persi in trame ridicole slottiane, le storie di Spidey tornano ad una dimensione più tradizionale secondo il classico cliché del supereroe con superproblemi. La patetica imitazione di Tony Stark nata dalla mente di D. Slott si può mettere da parte. Ora siamo curiosi di vedere come Zdarsky/Murray risolverà le varie sottotrame di questi ultimi mesi. La seconda storia dell'albo vede il ritorno della serie del Ragno Rosso del grande maestro Peter David.
 

Anche qui abbiamo notato un evidente calo del ritmo furioso degli ultimi episodi. Il che ci può stare perché un momento di calma è utile per raccogliere le idee e mettere a posto le varie sottotrame. Il primo elemento negativo è costituito dalla presenza di Will Sliney come artista al posto di Mark Bagley! Il pessimo disegnatore dell'Uomo Ragno 2099 qui proprio non lo dovevano mettere. Sappiamo che lui e David sono amici, ma questo non giustifica una scelta sbagliata. La storia si mantiene su buoni livelli e i colpi di scena non mancano. Abigail, la figlia di Cassandra Mercury, muore. Gli sforzi del Ragno Rosso di salvarla trovando una cura si sono rivelati vani. Ora il clone di Ben Reilly, ex Nuovo Sciacallo, ha due grossi problemi: Cassandra vuole ucciderlo; Kaine Parker vuole ammazzarlo. La figura che spicca nella storia è però quella di Marlo Chandler, moglie del defunto Rick Jones. David le taglia il ruolo più adeguato, ossia quello di un angelo redentore del clone. Sfruttando gli input della personalità di Peter Parker nella sua mente, cerca di portarlo sulla strada del bene, ma egli è pur sempre un folle con un equilibrio mentale molto instabile. Checché ne dicano, quella dello Scarlet Spider è la migliore testata della collana italiana. Quella di Spectacular se ne differenzia in termini quantitativi giocando su uno scenario più ampio e principale, ma David è solito compiere miracoli con pochi elementi da utilizzare. E veniamo al vero tallone d'Achille di questo albo: Spider-Man Miles Morales. Bendis aveva fatto buone cose negli ultimi numeri, polarizzando l'attenzione sui tormenti di Miles che debole psicologicamente non è in grado di affrontare con maturità il ruolo di supereroe. Lo sceneggiatore ebreo di Cleveland spreca più di venti pagine in inutili quanto noiosi dialoghi. Bendis dovrebbe chiedersi cosa cazzo se ne frega il lettore medio di un negro con crisi esistenziali. L'unico lato positivo la buona caratterizzazione di Testa di Martello, il protagonista della storia. Ancora pessimi i disegni del messicano Oscar Bazaldua. Dimitri Temnov.

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