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domenica 6 maggio 2018

PREMI MICHELUZZI 2018: VINCE MERCURIO LOI COME MIGLIOR SERIE DAL TRATTO REALISTICO! E' UNO SCHERZO?

Il rito viene replicato ad ogni edizione del Napoli Comicon. Hanno istituito dei premi intitolato al famoso maestro Attilio Micheluzzi, che realizzò, negli ultimi anni, anche una storia di Dylan Dog quando era un grande fumetto. E ogni anno ad essere premiati sono fumetti quasi sempre sconosciuti. Quasi, perché ogni tanto qualche Tex o Zagor o un Dylan Dog ci scappa pure. Lo scorso anno Roberto Recchioni, che era magister e quindi il presidente della giuria dei Micheluzzi, fece il pieno. Il titolo di miglior fumetto andò proprio a quella Mater Dolorosa (Dylan Dog n. 361) scritta da lui e preceduta da un endorsement senza precedenti. Uno sforzo enorme che non ha impedito alla collana di continuare a calare nelle vendite (oggi scese sotto quota 78.000 copie secondo dati ufficiosi). A pochi sfuggì il fatto che a vincere fu proprio questo fumetto scritto dal presidente della giuria. Una vittoria annunciata. Ne parlammo qui. Quest'anno è andata molto, molto male. A vincere, come al solito, non è stato il fumetto mainstream. Il fumetto che trovi in ogni edicola del Paese. A vincere sono stati fumetti sconosciuti di piccole case editrice distribuite principalmente nelle librerie e schierate, come è ovvio, a sinistra, come ormai molte case editrici italiane. Viene spontaneo interrogarsi sul motivo e sullo scopo. Dare premi a fumetti sconosciuti di piccoli editori, fumetti che non saranno mai dei bestseller, che senso ha? Non aiuta il fumetto, che anzi viene percepito come espressione di una nicchia o peggio ancora di una sottocultura da loggia per pochi intimi. Questa è una manifestazione dove il comune di Napoli, città dove la criminalità organizzata regna incontrastata, riversa copiosi finanziamenti pubblici. Il fumetto meriterebbe molto di più. 
 

Forse un giorno sarà possibile liberarlo dalle catene della sinistra, ma ora si è costretti a prendere atto dell'ennesima autopremiazione. Il sistema che premia se stesso e che si autoalimenta con le sue suggestioni fa una certa impressione come quei rituali iniziatici di certi gruppi misteriosi che si dilettano a condizionare eventi più grandi di loro. O che credono di farlo. Sorvolando sui sopra detti fumetti di editori sconosciuti al grande pubblico, ci è parso opportuno evidenziare che l'autore bonelliano celebrato quest'anno sia stato Alessandro Bilotta (anche lui, come altri, schierato per la sinistra), premiato come miglior sceneggiatore per la serie di Mercurio Loi! Un altro grande flop della casa editrice milanese. Anche se si tratta di dati ufficiosi, fanno impressione. Mercurio Loi venderebbe una media di 9.000 copie! Ne parlammo qui. Erano i primi numeri e si presume che oggi la collana (di recente è passata bimestrale) possa vendere meno. La serie di Mercurio Loi trionfa anche come serie dal tratto più realistico! A parte il fatto che le copertine delle storie sono tra le più criticate dagli osservatori, vi è da osservare come lo stesso protagonista sia raffigurato con tratti scimmieschi! Se ad essere premiato fosse stata una collane come Dragonero o Tex, note per l'immenso impegno che i disegnatori vi dispiegano, sarebbe stato logico condividere la scelta della giuria. Ma Dragonero e Tex, pure in lizza, sono state battute da Mercurio Loi! La prendiamo come una battuta. Perché si vuole sostenere la serie, che sembra non andare bene. In questo modo, però, si va a complicare un contesto che il fan difficilmente giudicherà credibile. Ci spiace per Tex, che si è dovuto inchinare a certe logiche. Ma Boselli si doveva far sentire. Al Plano.

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