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giovedì 19 luglio 2018

BONELLI: PER USCIRE DALLA CRISI SERVE UN NUOVO CURATORE PER DYLAN DOG CHE RESTAURI IL PERSONAGGIO

Un articolo pubblicato un paio di giorni fa sul Giornale Pop a firma di Sauro Pennacchioli ha messo il dito nella piaga di uno dei principali problemi dell'editoria italiana a fumetti: la grave crisi della Sergio Bonelli Editore. Con la consueta modalità espressiva costituita da precisione e immediatezza, Sauro Pennacchioli ha sottolineato la radice del problema: delle iniziative editoriali che portano ad un allontanamento dalla tradizione classica e che per conseguenza allontanano i vecchi lettori e non avvicinano i nuovi che guardano con sostanziale indifferenza a tutto ciò. Un editore come Sergio Bonelli Editore che opera in un mercato caratterizzato da tradizione e classicismo di contenuti e formati, dovrebbe potenziare questi ultimi e non metterli in secondo piano, come ci è parso. Eccettuato Tex Willer e a partire da Dylan Dog negli ultimi anni la Bonelli ha inanellato una serie di insuccessi tra testate chiuse (Adam Wild, Saguaro, Orfani, ristampe varie, ecc.) e scelte discutibili come quella di intensificare, secondo noi, i contenuti politici di sinistra in un momento storico in cui gli italiani odiano tutto ciò che ha a che fare con la sinistra, Renzi, l'UE e le organizzazioni occulte e nemmeno tanto occulte, che orbitano intorno ad essi dopo avere capito che dal 1946 ad oggi chi si è avvicendato al governo (tra partiti centristi, pseudocattolici e di sinistra) ha soltanto sfruttato e non sviluppato la società. Se un editore parte dal presupposto di fornire al pubblico un contenuto d'interesse e invece propone storie che vanno contro ciò che domanda il pubblico, è naturale che alla fine i conti non tornino. Nel caso bonelliano, la situazione è la seguente: negli ultimi due bilanci gli utili netti sono calati del 79% passando da 3 milioni e mezzo di euro a 724mila euro. Loro si difendono sostenendo che il mercato non è più in grado di recepire certi contenuti. Ovvio, se i contenuti offerti non collimano con quello che il mercato chiede. Se, poi, il fine è quello di orientamento culturale, allora la Bonelli deve mettere in conto di subire pesantissime perdite.
 

E quale sarebbe questo orientamento culturale? Che dovremmo accettare una integrazione forzata di cui nessuno è in grado di spiegare la ragione? Sui media si sentono raccontare in proposito cazzate colossali. Dicono che gli africani scappano dalla guerra. Ma quale guerra? In Africa non ci sono guerre, salvo quelle artatamente provocate da gruppi controversi per alimentare il traffico di armi e di esseri umani. Non si tratta di poveri, bensì della gente che paga 5000 dollari per un posto sui gommoni. Non deve sorprendere se dietro i flussi migratori si celano le iniziative di persone controverse come Soros, che finanzia le ONG che, direttamente o indirettamente, pongono in essere attività di sostegno degli scafisti. Soros che nel 1992 fu il capofila di un gruppo di speculatori che provocò il dissesto della lira e che fino a pochi mesi fa veniva ricevuto dal premier italiano come un Capo di Stato! Con l'avvento del governo Salvimaio tutto è cambiato e ora Soros ci pensa due volte prima di mettere piede in Italia (dopo che nell'Ungheria per lui è diventato terreno minato). Non è un caso se Martina, segretario renziano del PD, ha citato Dylan Dog per una invettiva contro il Governo. Sclavi, intervistato da Repubblica (il cui proprietario, De Benedetti, è amico di Soros!) ci è rimasto male a dimostrazione del fatto che segue poco le vicende del suo personaggio (nonostante risulti come il supervisore delle storie nei credits degli albi). Sclavi è rimasto ai tempi del primo Sergio Bonelli, quando situazioni di questo tipo non si sarebbero verificate. Il problema principale che deve risolvere la Bonelli è la situazione di Dylan Dog. Dal momento che si tratta della sua seconda collana più venduta, deve intervenire e invertire la rotta dato che le strategie messe in atto finora non sono servite a nulla. Secondo noi, la prima cosa da fare, con una certa urgenza, è sostituire subito il curatore con un altro curatore che al più presto: a) ripristini il Dylan classico depurandoli delle scorie piddine; b) ripristini le atmosfere horror e oniriche che facevano riflettere. Al Plano.

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