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lunedì 9 luglio 2018

BONELLI: VIAGGIO NEL MONDO DELL'EDITORE MILANESE! DAMPYR, MERCURIO, MORGAN LOST QUALE FUTURO?!!!

Che sta succedendo alla Sergio Bonelli Editore? Mentre siamo in attesa che sia depositato il bilancio relativo all'esercizio del 2017 (onde capire in che misura e in qual modo hanno inciso le operazioni messe in campo negli ultimi mesi, dato che finora la gestione di Simone Airoldi, iniziata nel gennaio 2016, non è stata caratterizzata dai risultati attesi con un bilancio che ha fatto registrare negli ultimi due anni un calo degli utili del 79%), i lettori sono preoccupati per il destino di alcune collane, il cui futuro sembra molto oscuro. Non abbiamo ancora dati certi ma metaforicamente parlando qualcuno rischia di restare solo al buio. Solo qualche giorno fa vi abbiamo parlato della non facile situazione di Dampyr. La serie creata da Mauro Boselli non naviga in buone acque da tempo. Gli ultimi dati ufficiosi disponibili risalenti al 2016 la davano a circa 19-20.000 copie. Oggi è legittimo presumere che sia calata di più nelle vendite e quest'anno per la prima volta non ci sarà il consueto Maxi Estivo. Mercurio Loi non se la passa meglio. Il progetto di Bilotta potrebbe chiudere nel 2019 con l'uscita n. 16. Gli ultimi dati ufficiosi lo danno a 9.000 copie! Perfino un gigante (d'argilla) come Martin Mysteré rischia di salutare i suoi lettori. La produzione di nuove storie è ferma da più di un anno e al momento pare che in magazzino ci sono solo storie per alimentare i prossimi tre anni. Ma nulla esclude, dato che le vendite sono così basse, che l'editore decida di chiudere prima la serie di Castelli. La reazione dei lettori, specie di quelli più accanati, è molto dura con interventi (spesso diretti contro di noi) che lasciano trasparire difficoltà di rapporto con la realtà. Se una testata va male la colpa non è dei siti di lotta politica come il nostro, ma dei contenuti della collana che evidentemente non rispecchia più le idee dei lettori. In un momento storico in cui la Destra vola non si possono realizzare storie di sinistra e aspettarsi che la gente risponda facendo la fila per comprare gli albi! Anche Morgan Lost è una testata da un futuro non perfettamente decifrabile al momento.


L'ultimo dato ufficioso risalente al 2017 parlava di 14.500 copie, un risultato che non può far certo sperare per il meglio. R. Recchioni ha rivelato che dal 2020 in poi Chiaverotti lavorerà di nuovo su Dylan Dog e questo fa pensare che concluso l'attuale ciclo di storie che l'autore sta preparando, la serie chiuderà i battenti o andrà avanti con speciali annuali come Brendon. Il futuro della Bonelli sarà basato su serie a termine. Loro si difendono sostenendo che il mercato oggi va così, ma in realtà è più verosimile credere che siano i contenuti a non permettere alla gente di appassionarsi ad una collana. Se tutti applaudono M. Salvini che blocca le ONG e qualcuno pubblica un volume che si schiera dalla parte di Soros, non ci si può aspettare che la gente compri lo stesso volume. Eppure qualche editore (ma non è la Bonelli) lo ha fatto (ma il proprietario è amico di Soros e vicino alla lobby sionista). Come al solito sul forum di Comicus i lettori ne parlano con ansia. Qualcuno ha rilevato, ad esempio, che nel consueto preview d'autunno non c'è traccia del nuovo numero di Morgan Lost. Magari verrà cambiata la periodicità e la serie passerà a bimestrale oppure subirà uno stop e riprenderà da gennaio 2019, tutto è possibile. Vi è anche un simpatico intervento scherzoso di Giovanni Lamantia (Jelem) che, secondo noi, ha fatto riflettere su queste prospettive. Tra gli assenti i fan più attenti hanno notato 4 Hoods. In realtà, quella di Recchioni è nata come miniserie di sei numeri e l'ultimo dovrebbe uscire verso luglio. Il silenzio inquietante intorno ai dati di vendita di questa collana non fa ben sperare per la riuscita di questo progetto di R. Recchioni (dopo il flop del rilancio di Dylan Dog e di Orfani) che si può definire, secondo noi, un omaggio al videogioco svedese Magicka. Recchioni parla di 4 Hoods dal 2014 e se ci sono voluti 4 anni per realizzare una mini di 6 numeri magari l'editore non ha creduto molto in questo progetto. I fatti potrebbero aver dato ragione a questo tipo di riflessione? Ci sarà una seconda stagione di 4 Hoods? Se si, quando? Al Plano.

7 commenti:

  1. La bonelli vivrà piu a lungo di quanto voi speriate

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    1. Come sito di lotta politica ci auguriamo che i grandi ideali della Desta possano perpetuarsi per sempre e ci auguriamo altresì che gli editori li condividano specie quando essi riscontrano gli interessi della maggioranza. Un editore è un'entità che offre al mercato prodotti che devono essere apprezzati, in caso contrario darebbe vita ad una offerta non collimante con la specifica tipologia di domanda.

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  2. Ma che razza di commento è? Quello che sperano a Comix Archive (auspicano, più che altro, come lo faccio io che ho smesso da tempo con tutto tranne M.Mystere per puro valore affettivo neanche lo leggo) è un cambio di rotta, non credo abbiano venduto allo scoperto azioni della SBE.

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    1. Diciamo piuttosto che "non si comprende" la politica editoriale della Bonelli, proprio perché parliamo di una casa editrice che ha al suo interno persone che di fumetti se ne intendono. Come "non si comprende" perché una Panini indebitata fino al collo (e anche oltre) possa andare avanti, salvo (ipotizzo) prestiti a perdere di banche tipo MdP-PD che poi ripianeremo noi contribuenti.

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    2. Diciamo piuttosto che i fumettisti che collaborano con la Bonelli appartengono ad una certa area ideologica che oggi non è più collimante con gli interessi del pubblico, spostati verso una diversa area politica. Chi si difende, sostenendo che nei fumetti italiani non si fa politica, afferma qualcosa di non rispondente alla realtà, poiché basta dare uno sguardo anche superficiale ai fumetti per rendersene conto.

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  3. Quindi un disegnatore di destra non sarebbe interessato ai soldi... mah... Sai che proprio non ti capisco?

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  4. Glauco, penso intendano che non c'è ricambio, non ci sono nuove idee e la cricca che li produce è sempre la medesima.
    Io condivido la visione di ComixArchive in alcuni punti.

    Prendiamo Tex per esempio: come ampiamente documentato (ma non ce n'era neanche bisogno) era un personaggio di destra, che prima sparava poi chiedeva chi eri. Basta leggersi i primi numeri, da "Uno contro venti" a come tratta baristi in "Lotta sul mare", al gergo contro i cinesi, etc. etc. Poi, lentamente e inesorabilmente la virata verso il politically correct fastidiosissima, e le trame che più che altro riempiono di testo i balloons e un concetto di giustizia vetero-comunista (infatti ho smesso di leggerlo). Se tornasse il Tex di un tempo ne sarei felice, inoltre vorrei che una volta o l'altra schiattasse qualche suo amico, specie Pat e Gros-Jean che non li sopporto proprio ma pure il figlio. Di Dylan Dog neanche parlo tanto dopo il n. 70 ho mollato.

    Certo, più difficile capire come migliorare personaggi meno "estremi" quali ad esempio M.Mystere...

    Per rispondere ad Alfio, la Panini può andare avanti ancora parecchio visto che la Bonelli ha iniettato un boato di liquidità dovuta ai mega-incassi del passato... vedremo il bilancio comunque!

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