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lunedì 30 luglio 2018

DYLAN DOG N. 383: LE CRITICHE FEROCI DEI FAN SULLA PAGINA UFFICIALE! SOLO L'ARTISTA ROI VIENE LODATO!!!

E' un diluvio di critiche! Mai prima d'ora e con tanta veemenza era esplosa la rabbia del popolo dylaniato contro la più recente e controversa scelta editoriale dylaniata: l'ingaggio come scrittore del regista horror Dario Argento, che finora non aveva mai scritto un fumetto. Le critiche provengono dai messaggi sulla pagina Facebook ufficiale di Dylan Dog. Scrive un utente: Per la pubblicità che ne è stata fatta sono rimasto parecchio deluso. Trama inutilmente confusionaria con pochi colpi di scena neanche troppo avvincenti. Il peggiore degli ultimi numeri. Era poi proprio necessario su un albo di Dylan ricordare l esistenza di una porcheria trash/narrativa come 50 sfumature di nulla? Un capolavoro i disegni di Corrado Roi che sorreggono l albo praticamente da soli. Ottima la copertina. Di Dario Argento c è solo il titolo, per il resto non c è traccia. Un altro: Concordo, sono rimasta molto delusa anch'io. Si salva solo Roi, che è sempre una certezza. Ancora: sono delusissimo. Ero un fan di Dylan Dog degli anni 90; lo compro solo in queste occasioni eccezionali, secondo me manca proprio la passione, la voglia di LAVORARE. Un prodotto scadente, non di qualità. È un peccato secondo me dovrebbero accogliere la delusione di noi fan e cambiare il responsabile di ciò. Deluso. Ancora: hai espresso bene il mio pensiero, anche io lo compro in queste occasioni ed era più di un anno che non lo compravo semplicemente perché non mi trasmette più le emozioni di prima, è diventato un personaggio piatto, storie noiose e ho trovato male questa cosa di averlo "svecchiato" (ma poi, che si svecchia un fumetto???) mandando Bloch in pensione e facendo subentrare al suo posto due personaggi ridicoli e poco originali (ad esempio),quando poi non era quello il problema, ma la mancanza di creatività, il non riuscire più a fare degli albi degni dei primi numeri (apparte Mater Morbi). Uno difende le scelte dell'editore: Il fatto è che siete invecchiati voi, non Dylan Dog. Invecchiati nel senso di cresciuti, eh. Potreste semplicemente prenderne atto. Un altro non si convince e rincara la dose: Questa storia dello svecchiamento del personaggio non la ho capita neanche io, trovandola inutile e giustamente un pò ridicola. Ma ho pensato che poco importa se le storie tornano a funzionare. Mi sono riavvicinato a Dylan ultimamente quasi per caso dopo averlo abbandonato dopo i primi cento numeri. Non capivo cosa fosse successo ne al personaggio, ne alle storie. Diventavano sempre più brutte e insipide ed era difficile da digerire dopo aver letto molti capolavori tra i primi cento, dove non che non ci fossero albi meno belli o dimenticabili, ma ce ne erano anche di bellissimi. All'ennesima delusione smisi di comprarlo. Nei successivi anni lo compravo sporadicamente e trovavo sempre storie senza nulla da dire. Ultimamente però notai un albo della serie color fest in edicola "i conigli rosa muoiono" - mentalmente collego subito i conigli rosa uccidono - e lo trovo molto particolare, brillante e originale, mi fa rivivere i bei tempi di Dylan. Comincio a comprare tutti gli albi successivi e ne leggo altri due bellissimi "il macellaio e la rosa" e "final cut" (quest ultimo contenuto nel maxi Dylan Dog old boy). Certo leggo anche altre storie meno belld, ma ci stà. E comunque capisco che i nuovi albi non sono frutto del caso, mi fanno davvero rivivere le sensazioni del primo Dylan. Questo "profondo nero" per me è una storia negativa. Capisco le aspettative create dalla pubblicità, ma lasciate stare. Ma consiglio di continuare a insistere e ricercare e aquistare i nuovi albi. Son certo che altri bei numeri verranno. Insomma, non ci siamo.
 
 
I fan gridano forte la loro rabbia per la delusione: Non ho apprezzato l'albo metallizzato. La storia l'ho trovata priva di emozioni e poco affine a Dylan Dog, alla fine è una semplice storia BDSM con un fantasmino senza senso messo lì. W roi. Ed ancora: Sicuramente con Dario Argento al timone (forse) si poteva osare di piu sullo splatter e sull'horror piu che sul bdsm..ma si invecchia e di diventa un po' #######? I disegni anzi i dipinti di Roi danno sempre quel senso di onirico che si addice alla storia ma a volte non si capisce che succede sul finale la storia migliora; è un crescendo voluto che ha l'intenzione di far leggere il fumetto tutto d'un fiato..il finale l'ho apprezzato cosi come l'uso di Groucho. Le citazione cinematografiche effettivamente sono ingombranti, non tanto il cinquanta sfumature di grigio (anzi la battuta di Groucho sul film ci voleva!) Quanto la citazione del codice DaVinci con tutti quegli impermeabili speravo in una citazione al numero 19 invece, peccato. Nel complesso l'ho apprezzato. Ancora: secondo me dario argento è stato particolarmente splatter. a meno che non si intenda esordio e fine di una carriera, ma la parte centrale dei suoi film, cioè quella per cui esiste anche una sceneggiatura di argento anche in dylan dog è altamente splatter. la migliore! Ancora: Diciamo che, considerando gli ultimi film dell'Argento nazionale, non mi aspettavo un capolavoro. Avesse scritto una storia 30 anni fa staremmo parlando di altro, ma erano altri tempi. Però va apprezzato il tentativo, amplificato da un paio di scene molto stile Dario Argento (con tanto di colonna sonora mentale allegata). Ancora: Profondo nero: titolo azzeccatissimo, perché peggio di così non si può, più in basso c'è solo da scavare. Albo pessimo, storia inutile, trama ridicola. Dario, ma chi te l'ha fatto fare? Tra i tanti commenti negativi c'è chi difende la nuova linea: Non sono d’accordo con chi sostiene, in sostanza, che il personaggio di Dylan Dog sia smarrito e che non valga più la pena comprarlo. Credo che alcune critiche siano ingenerose. Il prodotto finale può piacere o meno, ma si perdono di vista alcuni fattori essenziali: 1) DyD nasce con Tiziano Sclavi e, sì okay, le prime storie avevano indiscutibilmente la sua geniale impronta, ma se il genio Sclavi ha fatto - o è stato costretto da motivi importanti di salute a fare - scelte che lo hanno allontanato dall’impegno costante e diretto, che dobbiamo fare? Le vedove di Tiziano? Oppure cerchiamo qualcuno che lo imiti? Molto più sensato valorizzare ideatori e sceneggiatori su cui, credo, si stia investendo; 2) Leggo anche Tex (che adoro). È molto diverso dall’era Bonelli-Galleppini. Ma è anche vero che le trame spesso si ripetano, e questo perché obbiettivamente, come ambientazione e personaggio, è molto più semplice scrivere storie su Tex, trovando comunque il modo di renderle interessanti, che su DyD. Credo che vada apprezzato infinitamente lo sforzo della Casa Editrice di cercare di rischiare, innovando e rinnovando come è stato fanno negli ultimi anni, e provando a trarre nuovi significati da riscritture e nuove intuizioni su un personaggio di incredibile complessità. Se vogliamo, l’esperimento con Dario Argento è uno sforzo assolutamente apprezzabile, rispetto all’immobilismo e alla ripetizione di canovacci. Perlomeno, è una cosa che io apprezzo moltissimo. 3) Non è vero che DyD (semplifico) non abbia più lampi di genio e le storie siano sempre deludenti. L’ultimo Color Fest era da paura. “Il macellaio e La Rosa”, “Nessuno è innocente” mi sono piaciuti molto. I Super Book e gli Old Boy si mantengono sempre su livelli più che gradevoli. Il problema...
 
...è che si è catastrofisti e poco costruttivi perché si insegue un’idea, quella del DyD iniziale, che per una serie di motivi ha subito evoluzioni e cambiamenti. Penso che chi si professa cultore della materia dovrebbe capirlo. Poi, ovviamente, i gusti sono gusti, ma lo sparare a zero non lo comprendo. E c'è chi difende Recchioni, ma condanna questa storia: Io sono il primo a elogiare il lavoro svolto da Recchioni negli ultimi anni. Ha tirato e fatto tirare albi molto interessanti, vicini allo spirito e alla simbologia del primo Dylan. È grazie a lui che mi sono riavvicinato al personaggio, abbandonato per ciò che ne hanno combinato alla Bonelli dal numero 100 in poi. Ma su questo numero stiamo scrivendo tutti le stesse cose, bellissimi disegni ma trama indifendibile. Se poi Bonelli e Recchioni non accettano le critiche è un loro problema. Ancora: Tutte le critiche che leggo in questo post sono fondate ma marginali, la cosa grave è che ormai da troppo tempo il personaggio di Dylan continua a mancare. Non riescono più ad inquadrarlo, è solo un clone senza personalità e senz'anima. L'indagatore dell'incubo meritava una fine migliore. AncoraDisegni sublimi...copertina trashissima...storia banale e senza patos...menomale che c è ROI. Ancora:  ho riletto proprio samattina e non ho notato alcuna differenza dalla lettura di ieri sera. All inizio è criptico, poi la vicenda si dipana in uno psicodramma lesbo e bdsm. Hanno tentato anche il colpo di scena, ma niente che non sia già stato visto e rivisto. Questo lo rende un po' banale. Un po mi dispiace perché bene o male, per fortuna o per abilità degli scrittori, gli ultimi 3/4 numeri li hanno azzeccati, salvo poi cadere ne solito cliché con questo che dovevq essere il nunero dei numeri scritto da un maestro dell horror. Ormai ho perso ogni speanza e penso che ormai la caduta libera di questo mensile non farà altro che continuare. Da parte mia è una grossa delusione, ogni mese spero di leggere una bella storia, ppo puntualmente resto deluso. Mi chiedo perché ci spendo ancora e perché continuo a sperare che il giornale torni quello prima degli stravolgimenti. Poi come dice lei, ognuno è libero di trarre le sue conclusioni. I lettori, quindi, non hanno gradito questo numero scritto dall'esordiente Dario Argento. Pare di capire, perché l'albo non lo abbiamo letto, che ci sarebbe un altro scrittore all'opera sui testi, ma è chiaro che il nome di Argento è servito per attirare i fan del cinema horror italiano, di cui Argento è un maestro riconosciuto. Il 95% dei commenti, di cui abbiamo preso solo una minima parte, è dunque negativo sulla storia. Si salva solo Corrado Roi, che in questa storia dimostra tutta la sua brava e l'immenso talento che lo connotano. Ed infatti, i fan osannano Roi, ma condannano senza appello il comparto autori e il curatore Recchioni e perfino Sclavi che nei credits funge da supervisore. E chissà se Sclavi avrebbe mai approvato una storia che ai fan è parsa così terrificante. Noi, ribadiamo, non l'abbiamo letta. La leggeremo tra molti mesi quando scriveremo la recensione, ma non ora. La Bonelli continua per la sua strada e non si capisce il motivo. I lettori hanno ormai mollato la collana, le vendite sono in continuo calo, ogni storia è seguita da critiche feroci sui social, sui siti e sui forum. Ma di nuovi nomi per il posto di curatore non se ne sentono. Il più accreditato dovrebbe essere Pasquale Ruju e in seconda battuta Mauro Boselli, che di horror se ne intende dato che scrive la collana di Dampyr. Tra pochi giorni uscirà il bilancio della Bonelli e quindi avremo le idee più chiare sulle strategie future. Il presente è questo e i fan non dimenticheranno. Al Plano.

2 commenti:

  1. non una brutta storia ma è stata rovinata dal recchioni, Carpenter parla come L'ispettore Bloch, quindi recchioni ha modificato la storia, probabilmente anche rania(fa una cameo inutile) l'ha inserita lui

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  2. Ormai Dyd vende solo con lo strillo in copertina, questo “scritto da Dario Argento” (che ricordiamolo, è stato un GRANDISSIMO ma non ne imbrocca una dai tempi di Non ho sonno-2001) è uno strillo tipo "nello spazio nessuno può sentirti urlare" certo perché c'è il vuoto
    Sono stato un lettore affezionato, al "rilancio" recchioniano non ci credevo ma ci speravo (essendo stato tra quei pochi che aveva conosciuto i primi John Doe).
    Lettori stufi del Dylan seduttore? O forse stufi di personaggi femminili piatti messi là come comparse piuttosto. Metterci Rania (personaggio da cui continuo ad aspettarmi qualcosa che non arriva) solo per dare una specie di promessa (o minaccia) di accasare Dylan con una musulmana solo per fare pubblicità progresso?
    Mettere un nuovo ispettore e mandare a casa Bloch per… cosa? Non l'ho ancora capita.
    John Ghost che doveva essere il "nuovo Xabaras" (già così è una bestemmia) ed è tuttora non pervenuto.
    Insistere fino alla noia su questo rapporto-scontro di Dylan con la tecnologia e i tempi che cambiano, come se la modernità del personaggio debba dipendere dal suo saper cercare su Google, e il suo renderlo romantico nel non riuscirci… insomma, Dylan è un investigatore privato, ma in termini di indagini, in quanti albi investiga davvero? Dylan non è più un romantico, è una sottospecie di depresso inespresso che si trova in balia degli eventi, e non li affronta più, non si rapporta con l’orrore vero e inesplicabile (aperta parentesi, cari autori, non tutto l’orrore deve essere spiegabile e spiegato come un problema matematico…).

    Su questo stesso sito ho letto un altro articolo sul fatto che Dyd venderebbe meno per via di simpatie politiche, crociate degli editori su Facebook, e che per leggere devi essere simpatico ecc (tipo siamo in anni da destra, i sinistroidi non tirano) e mi sembra francamente un'idiozia, Dyd è sempre stato un personaggio progressista (e ovvio, nei fumetti c'è sempre una dose di politica, chiedete ad Alan Moore), ma il punto sono e saranno sempre LE STORIE. Io non ho MAI seguito gli autori di Dyd, non so cosa scrivano su Facebook, e chissenefrega in fondo. Se un progressista (come definirei il primo Sclavi) mi sa scrivere le storie, e poi c'è uno che le storie non le sa scrivere e mi spara pipponi banalissimi e personaggi preconfezionati, trasformando Dylan in una macchietta di se stesso, io lettore non mi disturbo nemmeno a sentirmi insultato, smetto di comprare, e non bado mica alle sue campagne pubblicitarie di cui poco mi frega.

    Ho una nutrita collezione di Dyd (tutti fino al 200, speciali, maxi ecc), e se voglio rileggermi qualche vecchio numero, non mi sogno certo di rileggermi uno dei numeri over 150, vado a rileggermi i cari vecchi primi 100 numeri. Magari sono un sognatore, a pensare che le collane dovrebbero seguire e rispettare la qualità delle storie e non le scadenze, e che tutti gli extra collana dovrebbero uscire SOLO se hanno davvero qualcosa di extra da dire, e non per riempire uno spazio vuoto o raddrizzare il bilancio…

    Parlando di quantità, vogliamo paragonare la quantità di testo che andava in un vecchio Dyd, con quelli di oggi? Sorvolando sulla profondità che c’era in quelle storie, allora le nuvolette erano fitte di dialoghi, c'era racconto, storia, pensieri, sostanza. Ci si metteva a leggerli il doppio del tempo con cui si legge un Dyd di oggi. Fate una prova, leggetevi un under 100 e un over 300, e vedete quanto ci mettete a leggerli (e cosa vi lascia una e l'altra lettura…)

    E ci credo che tutti osannano Roi. Oggi non vendono più i testi, vendono i DISEGNATORI! Perché io ormai compro Dyd se c'è Roi o Freghieri nella speranza che almeno loro mi diano quelle vecchie sensazioni. E Dyd per vendere oramai ha bisogno del "scritto da" e "a colori" in serie regolare. Ma in quanto a storie ed atmosfere, lo splatter, il surreale, l'onirico, caratteristiche chiave di Dyd, non ci siamo più da tempo.

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