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sabato 7 luglio 2018

L'EXPLOIT DEL FILM DEL RITORNO DI MUSSOLINI! L'AUTOGOL DELLA CULTURA CINEMATOGRAFICA DI SINISTRA!

L'idea non era male. Poiché in tutto il mondo la Destra avanza e la gente sente un grande desiderio di ordine, nazionalismo, sicurezza, patria, famiglia, ecc., ecco che spunta un film su Mussolini dal titolo Sono tornato. La pellicola si rifà ad un film uscito in Germania nel 2015 con protagonista un redivivo Adolf Hitler che fa il suo ritorno in un Paese non molto diverso da quello che aveva lasciato. Il film, diretto in modo straordinario da David Wnendt con Oliver Masucci nel ruolo del Fuhrer, ha fatto incetta di premi ed è stato adorato dalla critica. Anche in tal caso, se l'idea era attaccare la Destra associandovi l'immagine di Hitler, l'effetto è stato contrario. Il pubblico si è mostrato tutt'altro che scandalizzato, nonostante ad Hitler siano ufficialmente attribuite le decisioni sulla istituzione dei campi di sterminio degli ebrei, la dissoluzione del confronto politico nel Paese, oltre alle responsabilità nello scoppio della seconda guerra mondiale. I tedeschi sono persone pratiche e al di là degli eccessi l'idea dell'uomo forte alla guida del Paese esercita ancora un fascino decisivo. In Italia si è cercato di realizzare lo stesso progetto. Perché non facciamo un bel film a sfondo satirico su Mussolini che al contempo faccia capire agli italiani che è meglio la sinistra che la destra? Chi ha pensato questo ha compiuto un grosso errore di valutazione. Se si ha della destra una idea di un totalitarismo è ovvio che la gente prenda le distanze da simili ricostruzioni e l'effetto che ne deriva è contrario alle aspettative. Per il film su Mussolini viene scelto il regista Luca Miniero, famoso per la pellicola Benvenuti al Sud con Claudio Bisio. Per il personaggio di Mussolini viene scelto il genovese Massimo Popolizio, un attore straordinario sebbene vicino agli ambienti della sinistra come Frank Matano, l'altro protagonista del film. Facciamo un Mussolini che fa ridere, grottesco, lontano dal personaggio storico realmente esistito, purché la gente non si limiti a ridere ma capisca il pericolo che corre se la destra dovesse tornare al potere! Mussolini, però, non era di destra! Era iscritto al PSI e almeno fino al 1912 è stato un fervente socialista. Poi lo spostamento verso la destra sociale e la creazione, subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, di un movimento politico che nel 1921 assunse il nome di Partito Nazionale Fascista e un anno dopo assunse il potere dopo che il re affidò a Mussolini l'incarico di formare il governo e normalizzare il Paese dopo i tribolanti anni di guerra. Cosa sia stato il fascismo è una questione ancora al centro di vivaci discussioni tra gli storici. Quello che è certo è che nel fascismo si può trovare tutto e il contrario di tutto. Mussolini fu prima acerrimo nemico della Chiesa e poi si elevò come suo difensore. Fu nemico della monarchia ma con il Re governò per 22 anni. E la domanda: il fascismo è stato un movimento di destra o di sinistra? Fu la visione del socialismo secondo Mussolini, che fu così abile nel costruire dal niente un movimento inserendovi praticamente tutto quello che in quel momento storico era voluto dagli italiani. Il gioco gli riuscì abbastanza bene e anche se con il passare degli anni riuscì a far approvare dal parlamento una serie di leggi che ridussero in maniera drastica il confronto politico nazionale, agli italiani importava poco. Se il sistema partitico si rivela un magna magna generale, nessuno lo piangerà in caso di dissoluzione. Il film di Luca Miniero ha permesso di capire che a distanza di settant'anni gli italiani sentono ancora bisogno dell'uomo forte.
 

L'uomo forte non deve essere per forza un dittatore o un totalitarista come Mussolini, che se tornasse davvero non avrebbe possibilità, stante l'attuale sistema costituzionale, di creare una dittatura caratterizzata dall'assenza di partiti. Allora come oggi esiste in Italia un sistema politico basato sulla corruzione. Esiste un marcato uso politico della giustizia con inchieste che scattano al momento opportuno per colpire il politico di turno. E in più c'è il problema dell'immigrazione. Nel 1930 Mussolini ordinò la riconquista della Libia. Oggi la Libia è un problema per l'Italia dopo che la Francia di Sarkozy l'ha massacrata favorendo la nascita del criminale giro che esiste dietro i flussi migratori, gli scafisti e le ONG finanziate dalle associazioni controverse come Trilateral e Bildelberg Group. Un Mussolini oggi proverebbe a fare ciò che aveva fatto nel 1919, ossia creare un movimento dove dentro si può trovare tutto e il contrario di tutto per arrivare al potere. Una operazione che in parte è riuscita a Beppe Grillo con il M5S. Con questo non intendiamo dire che il comico genovese volesse creare una dittatura, ma uno strumento per arrivare al potere certamente. Proprio perché oggi non esiste più il rischio di un totalitarismo un personaggio come Mussolini riesce a catturare il favore delle folle come viene mostrato nel film di Miniero, dove molte scene con Popolizio/Mussolini sono girate dal vero. Folle e gruppi plaudenti che messi a terra da decenni di malgoverno berlusconiano-piddino-renziano sono disposti a tutto pur avere una alternativa migliore. E anche Mussolini ai loro occhi viene riabilitato. Le leggi razziali arrivarono solo nel 1938 dopo ben 16 anni di governo e fino a quel momento molti gerarchi vicini a Mussolini erano sia ebrei che massoni! E furono questi ultimi a favorire il crollo del Duce con il golpe del 25 luglio. Timorosi di perdere il loro potere perché chi comandava in Italia e non era il Re aveva deciso che il fascismo anzi Benito Mussolini doveva terminare, pensarono di anticipare il vero golpe che si agitava nelle stanze savoiarde. Non fu un caso che a succedere a Mussolini alla guida del governo fu un massone come il maresciallo Badoglio e non il maresciallo d'Italia Caviglia, amato dai congiurati fascisti. Caviglia non amava Badoglio, da molti additato come responsabile principale della disfatta di Caporetto nel 1917. Quello che accadde tra il 1938 e il 1943, cioè gli anni più bui del governo italiano, sebbene ricordato dalla propaganda di sinistra per colpire la destra (ma ignorando che Mussolini era di sinistra e di destra vera non è mai stato) oggi nella visione degli italiani non è tenuto in debito conto. Complice anche una certa mancanza di cultura, Mussolini viene visto oggi come il classico uomo forte e come allora il rischio di perdere il sistema democratico che si specchia nel multi-partitismo non è ritenuto un fattore verificabile. Allora come oggi, pensano gli italiani, a cosa serve il pluralismo politico se tutti i partiti si associano nel magna magna? Il problema non è politico ma culturale. In un Paese dove non c'è cultura e non ci sono valori, la prima vittima è la politica intesa come confronto democratico. Pensa l'italiano d'oggi: cosa me ne faccio del confronto democratico tra i partiti se nessuno di loro mi garantisce un lavoro e un futuro stabile? Ciò non deve far concludere di rinunciare alla democrazia. Al contrario, occorre rafforzare la democrazia con i valori di un grande partito di destra come Forza Nuova di Roberto Fiore.
 

La gente durante le riprese del film aveva capito che quello che avevano davanti non era il vero Mussolini, morto nell'aprile 1945 ed oggi sepolto a Predappio. Però, come riferisce Popolizio, la gente si avvicinava e diceva che c'era bisogno di uno come lui, di un Mussolini per sistemare le cose. E ciò non può non essere considerato come un fallimento della democrazia. La causa ancora una volta è da individuare nella crisi di valori. Se il politico che va al potere, sia esso di destra o di sinistra, si rivela un malfattore, la gente inizierà a dubitare della necessità di continuare a sostenere un regime democratico se fallisce nel suo obiettivo primario: garantire il benessere a tutti. Dal 1993 in poi gli italiani sono stati governati in parte da Silvio Berlusconi e in parte dalla sinistra. In entrambi i casi il risultato è stato lo stesso: il disastro. Oggi i consumi italiani sono tornati al livello del 1990! Qualcosa non ha funzionato. Gli italiani però lo sanno. Ognuno di loro spera di ottenere dalla politica favori personali. La corruzione dunque non è presente solo in politica ma nella cultura stessa degli italiani o di una buona parte di essi. Manca, quindi, l'idea di Nazione, di Patria, di Stato, di Popolo Unito. Valori che solo Forza Nuova può garantire oggi in Italia. Il film di Miniero ha svelato tutte le debolezze degli italiani. Se oggi sentono il bisogno di un ritorno di un Mussolini significa che tutto quello che nato dopo il 1945 non è servito a niente. E continuerà a non servire dato che i giovani di oggi di Mussolini hanno una idea filtrata dai libri, dai documentari storici, dai film, non certo quella che avevano i loro bisnonni che sotto il fascismo hanno vissuto. Nel 1945 nessuno avrebbe più voluto ricreare il regime dei vent'anni precedenti visto che aveva trascinato l'Italia in una guerra spaventosa. Chi ha avuto l'idea di realizzare il film Sono tornato però non s'immaginava tutto questo. A sinistra infatti non si ammettono gli errori. Il mondo come è oggi secondo il loro punto di vista è un mondo giusto, anche se quello che viene offerto agli italiani è un paese pieno di immigrati e senza lavoro stabile. E' possibile che fra 70 anni qualcuno invocherà il ritorno di Matteo Renzi e quando qualcun'altro gli ricorderà che il fiorentino aveva praticamente messo ko il lavoro a tempo indeterminato non servirà. Il film Sono tornato doveva essere il fulcro della propaganda piddina contro la destra incarnata dalla Lega (ma noi riteniamo che quella di Salvini non sia una vera destra). Per quanto può sembrare incredibile, la pellicola dopo qualche settimana e varie comparse degli attori protagonisti in vari show televisivi per fare la promozione del film è scomparsa! Nessuno ne parla più! Nessuno ricorda più Popolizio, il quale capita la mala parata nemmeno si vede più a parlare della sua interpretazione di Benito Mussolini. Il film si è rivelato per il PD un clamoroso calcio di rigore contro. La gente acclamava e non protestava. Il film si è rivelato un clamoroso spot a favore della persona di Mussolini! Non che Miniero e soci lo abbiano fatto di proposito, ma nella loro ovvia propensione a descrivere un profilo credibile di Mussolini, ne hanno esaltato quegli aspetti che, nonostante tutto, almeno fino al 1938 erano acclamati dagli italiani del tempo. Ad un certo punto, il Popolizio/Mussolini esprime la sua sul calcio italiano di oggi: presidenti di Pechino, palloni indonesiani, giocatori africani, non parlerei di calcio italiano e poi gli arbitri erano più belli con la giacchetta nera! Gabriel Piazza.

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