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venerdì 13 luglio 2018

L'UOMO RAGNO N. 702! MEGA-RECENSIONE! UNA STORIA ADATTA AD UN PUBBLICO SEMPLICE E DI POCHE PRETESE

Di questo numero abbiamo apprezzato la bella copertina di Alex Ross tratta dal numero 42 della collana Annual di The Amazing Spider-Man. Il resto per niente ed è cosa nota che da quando Dan Slott scrive le storie dell'Uomo Ragno avremmo dovuto abituarci ad uno scenario penoso (che perfino Brighel ignora negli editoriali). Eppure c'è la speranza che la mediocrità possa essere spazzata via da una impennata di orgoglio, almeno nella parte finale della sua gestione. Niente da fare, questo Annual è penoso come le storie che lo hanno preceduto. Il solito colpo di scena finale salva una delle storie più assurde degli ultimi anni. Betty Brant sta investigando su uno dei casi lasciati in sospeso da suo marito Ned Leeds. Una statua, dedicata ad una battaglia della guerra di Secessione del 1861-65, nasconde un segreto. La battaglia che dovrebbe omaggiare non è mai avvenuta! E allora per quale motivo è stata eretta una statua costata miliardi? Si, miliardi costati a chi l'ha realizzata e poi venduta al comune. Ciò che la rende preziosa è il suo metallo, il tritio, dalle grandi capacità esplosive. Ad investire su di essa è stato Ernesto Karnelli, boss del Braccio Nascosto del Maggia! Voi sapevate che esisteva un braccio nascosto della versione marvelliana della Mafia? Forse solo Slott nella sua fantasia. Karnellli ha assoldato i Duri per proteggere il suo segreto. Betty e Spider-Man lo scoprono e lo sconfiggono. E il colpo di scena finale con cui Slott di solito aggiusta le cose? Ah, si. Per tutta la storia Betty e Peter hanno l'impressione di essere seguiti da un tizio, che si rivela essere Ned Leeds. Cazzo, ma non era morto? E il suo clone non si era sciolto alla fine di The Clone Conspiracy? Buoni i disegni di Cory Smith (buoni se paragonati a quelli di Immonen, s'intende). Dopo una assurda storiella sul senso di Ragno di Peter, che non vale la pena approfondire, passiamo alle due storie del Ragno Rosso di Peter David.
 

L'eccessiva confusione impedisce di cogliere gli aspetti essenziali di una storia troppo articolata. Calabrone Rosso è buono o cattivo e soprattutto è il vecchio Calabrone degli Slingers o uno nuovo? In scena entra anche Dusk, altro membro degli Slingers. Da dove sia sbucato non si sa. Rispetto agli episodi precedenti viene instillato il dubbio che Thorne, il fratello di Cassandra Mercury, potrebbe essere uno dei buoni. Cassandra pare avere fatto due più due e scoperto che il Ragno Rosso e Ben Reilly sono la stessa persona. Il momento principale della storia è occupato dallo scontro di Scarlet Spider con una mostruosa bestia magica spuntata da chissà dove. Calabrone Rosso dice che è stata la sua ragazza a dargli il manufatto in grado di evocarla. Chi sia questa ragazza non è dato sapere per ora. David coglie l'occasione per svelarci qualche particolare in più sulla vecchia pazza che gioca agli slott machine. Un tempo ha perso una bambina nata poco dopo il parto e si affeziona ad una orfana che ha trovato rifugio nel casinò di Cassandra. La bambina, tuttavia, non è quel che sembra e una strana luce rossa si irradia nei suoi occhi. Peter David è bravo a rimescolare le carte e per la prima volta da quando la serie del Ragno Rosso ha avuto inizio ci presenta un Ben Reilly fuori di sé e con propensioni criminali. Che sia lui il cattivo? Ha massacrato di botte Thorne facendogli capire che se continua ad infastidire Cassandra per lui si metterà male. Una strana luce lo colpisce nell'ultima tavola. Anche se la storia è di tenore mediocre, adatta ad un pubblico semplice e senza grandi pretese di approfondimento intellettuale, in cui Peter David si è impegnato davvero poco, essa si fa apprezzare quanto meno per il rispetto, da parte dell'autore, della sua tradizionale modalità narrativa piena di misteri tra loro collegati. Davvero il minimo, quindi, per una testata gloriosa oggi pessimamente disegnata. Al Plano.

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