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venerdì 20 luglio 2018

SALVINI QUERELA SAVIANO! ORA LO SCRITTORE RISCHIA D'ESSERE CONDANNATO AD UN MAXI-RISARCIMENTO!

Alla fine la querela è giunta. Salvini l'aveva promessa nei giorni scorsi ma Saviano ironizzava sul suo profilo Facebook sostenendo che le querele promesse non erano ancora arrivate. Ieri è stato servito. Un testo di 16 pagine scritto su carta intestata del ministero dell'interno a dimostrazione del fatto che Salvini agisce anche nella carica istituzionale che riveste. Con questo atto, che mette lo scrittore ebreo-partenopeo con le spalle al muro delle sue responsabilità, Salvini mira a tutelare la sua immagine dalle affermazioni, ritenute gravemente diffamatorie. Saviano forse non se l'aspettava, credendo che come altri prima di lui, Salvini avrebbe minacciato e non mantenuto. Salvini ha mantenuto la parola, come del resto ha fatto fino ad ora con la sua politica tesa a sconfiggere il business della immigrazione illegale finanziata da gente come lo speculatore ebreo di origini ungheresi, Soros. Saviano difficilmente se la caverà questa volta, sostenendo di aver esercitato il diritto di critica. A parte il fatto che Saviano non è impegnato politicamente, è evidente che se si passa dalla critica politica, anche velenosa, ad affermazioni che gettano discredito sul piano personale attraverso attribuzioni oltraggiose. Ancora ieri Saviano apostrofava Salvini ministro della malavita, un attribuzione infelice ideata da Salvemini e riferita a Giovanni Giolitti, i cui legami con la criminalità organizzata furono al centro di un vivace dibattito nei primi anni del novecento. In più di una intervista, nazionale e straniera, Saviano ha attribuito a Salvini legami con la criminalità organizzata. E questo, senza prove, rischia di rivelarsi un boomerang per lo scrittore napoletano, per non parlare di altre affermazioni, secondo noi allucinanti e completamente fuori misura.
 

Cosa rischia Saviano in caso di condanna? Salvini non perderà occasione di costituirsi parte civile e di richiedere un congruo risarcimento che, a questo punto, si prospetta milionario. Saviano rischia dal punto di vista penale. La giurisprudenza è abbastanza severa in materia di diffamazione aggravata, il reato ipotizzato nel testo della querela. Saviano rischia una condanna fino a tre anni di carcere. Al di là di una fedina irrimediabilmente macchiata a prescindere da concrete possibilità di scontare la pena in privazione della libertà, il messaggio di Salvini è chiaro: se mi critichi va bene. Se mi insulti ti becchi una querela, un processo penale e una bella condanna. In tal modo, verrebbe ripristinata una certa forma di rispetto che spesso, chi utilizza i social network sembra aver dimenticato. Saviano ha incassato il colpo e tradendo una certa ansia nella sua risposta su Facebook, continuando ad apostrofare Salvini a suo modo, ha chiamato i suoi fan a sostenerlo! Si è detto disposto a farsi interrogare subito dal giudice appena questi sarà nominato per spiegare la sua posizione. Il problema è questo: se Saviano pensa di difendersi sostenendo che Salvini è un malavitoso, senza fornire prove di ciò, avrà seri guai. Né basterebbe sostenere di avere argomentato in questo modo da atti di inchiesta. Saviano non si è limitato ad affermazioni salveminiane. Ha dichiarato che il ministro Salvini si eccita nel vedere i bambini morire in mare! Sarà difficile che un giudice chiuda un occhio davanti ad una affermazione di cotale gravità, sostanziandosi in un attribuzione oltraggiosa. Il ministro è un cittadino come gli altri, ma ciò non significa che si possano attribuirgli simili stati. Resta il mistero: perché Saviano sta facendo tutto questo? Gabriel Piazza.

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