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lunedì 16 luglio 2018

T. SCLAVI ATTACCA IL PARTITO DEMOCRATICO: "NON DOVEVATE USARE DYLAN DOG PER LE VOSTRE INIZIATIVE"!!!

Dylan Dog non vive un buon momento. Devastato dalle critiche del fandom storico e da una pessima comunicazione socialmediale gestita dal curatore Roberto Recchioni, staziona in quella dimensione di conclamata indifferenza da cui con difficoltà un nuovo curatore potrebbe tirarlo fuori. Dei tanti errori commessi da Recchioni, il più grave è stato quello di impostare le storie in modo da riflettere costanti riferimenti al programma politico della sinistra elitaria renziota, quella che invita ad accogliere gente di colore, ma che non toccherebbero un ghanese nemmeno con le pinze. Come può il lettore oggi appassionarsi verso ciò che è l'antitesi di tutto quello in cui crede? Un personaggio di sinistra che oggi, in un momento in cui la Destra domina, viene considerato qualcosa di negativo e/o da evitare, espressione di quella cattiva cultura della sinistra dei salotti massonici romani, bolognesi, fiorentini e milanesi che tanti danni ha fatto al Paese e che la Destra contrasta con tutte le sue forze. Un Dylan Dog dalla parte dei migranti oggi è un problema per la casa editrice, poiché dietro i migranti esiste il progetto di invasione e sostituzione etnica che le organizzazioni discutibili come Trilateral e Bidelberg vogliono realizzare. Il fan percepisce tutto ciò e prende le distanze dalla serie dylaniota. Per tacere della non eccelsa qualità di testi e disegni che, secondo noi, si sono rivelati molto inferiori rispetto al grande passato. E in un momento in cui girano pochi soldi (sempre per colpa delle devastanti e assurde politiche della sinistra renziota, montiana, ecc.) è normale tagliare rami secchi.


Sclavi ha rilasciato una intervista in questi giorni sulla polemica della maglietta rossa che un gruppo di disperati della sinistra, che non hanno ancora accettato di essere stati sbattuti fuori dalle stanze del potere dai cittadini alle politiche, hanno messo in atto per protestare contro la politica salviniana dei porti chiusi con l'unico risultato di farsi sbeffeggiare da tutti sui social e fuori dai social! La sinistra ancora crede che la gente segua certe stronzate. Perfino il segretario del PD si è presentato con la maglietta rossa sotto una giacchetta nera. Sui social sono arrivati tanti meme. Qualcuno si è ricordato di Dylan Dog. Un giornalista di Repubblica, il giornale di De Benedetti che da settimane ha dichiarato guerra alla Lega e a Forza Nuova (ovvio, dato che Salvini ha chiuso i rubinetti dell'affaire migranti del suo amico Soros che finanzia le ONG!) ha intervistato Sclavi! Di primo acchito molti hanno avuto la conferma dello stretto sodalizio ideologico tra il personaggio sclaviota e il PD molto amico di banche, speculatori europei e sinonimo di cattivo governo. La Bonelli pubblica molti personaggi con una chiara matrice politica, secondo noi, ma la scelta è caduta proprio su Dylan Dog! Sclavi si è incazzato visto che il suo personaggio è stato accostato al PD, oggi il partito più odiato d'Italia? Sclavi dice di no e specifica che lui non segue i social. Usa la tecnologia informatica ma per altro! La cosa strana è che solo la Repubblica ha pensato di intervistarlo. Martina ha chiesto alla Bonelli di poter usare il loro personaggio per questa iniziativa politica o viste le affinità non ce n'era bisogno?

Sclavi, che qualche mese fa disse che la responsabilità delle scelte editoriali sul nuovo corso di Dylan Dog tanto contestate dai lettori sono di Recchioni e non sue, precisa che non guarda la tv da più di vent'anni, ma non dice il perché. Aggiunge che il suo Dylan essendo inglese non potrebbe iscriversi al PD, ma che se fosse italiano non lo avrebbe fatto comunque! Ma come, in ogni storia ci sono riferimenti diretti e indiretti di approvazione della politica di Renzi e Sclavi dice che Dylan non si iscriverebbe mai al PD? Allora è vero che le scelte che non sono piaciute ai lettori sono farina del sacco di Recchioni e non sue! Nel numero 374 venne mostrata una scena contro il Family Day con l'Uzzeo che disse che la direzione bonelliana aveva approvato tutto e Sclavi sostiene che Dylan Dog non si iscriverebbe mai al PD? O Sclavi sta parlando di un altro Dylan, quello recchioniano, che è così lontano dalla sua visione politica? Poi Sclavi si contraddice perché afferma che Dylan è sempre stato dalla parte dei poveri e tra questi ci mette anche i migranti!!! Forse Tiz Sclavi ignora che questi poveretti non stanno scappando da nessuna guerra ma vengono a loro volta sfruttati dalle elite massoniche, che vorrebbero distruggere la cultura europea. Quindi, se Dylan è dalla parte dei poveri dovrebbe difendere i migranti contro Soros e amici e non attaccare la Destra. Secondo Sclavi, Dylan è un anarchico in senso esistenziale e non politico! E che differenza c'è? Anarchico non è un complimento! Anarchico è chi rifiuta l'autorità dello Stato democratico fondato sulla sovranità popolare.

Un tema caro alla sinistra che avversa il concetto di Stato, sovranità, ordine, popolo, ecc., ma che oggi la gente non condivide per fortuna. La gente ha capito che il socialismo (ideologia espressione delle teorie massoniche) è il problema e non la soluzione. Anarchico è chi rifiuta il concetto di legge, ma senza legge vi è il caos e non si può pensare che anche il più sprovveduto dei lettori non lo capisca. Forse anche per questo oggi Dylan è un personaggio in declino. Dice Sclavi: non si sfrutta un personaggio per fare pubblicità a un partito. È contro ogni nostra filosofia: è una questione di rispetto anche per la Bonelli e per tutti gli autori e i disegnatori coinvolti. Sarà come dice Tiz Sclavi, ma se nelle storie di Dylan ci sono riferimenti diretti e indiretti di condivisione di politica piddina, qualcosa vorrà pur significare in quanto non pensiamo che la scelta di Martina di usare Dylan sia stata casuale. O dobbiamo pensare che Sclavi non legge le storie attuali di Dylan Dog? Due anni fa dichiarò proprio questo: non leggeva tutte le storie che uscivano in edicola! Infine, spiega perché non guarda più la tv. Tutta colpa di Berlusconi, dice Sclavi! Sarà, ma lui è anche un autore Mondadori e siccome la Mondadori è di proprietà di Berlusconi, come fa a conciliare questa avversione con il fatto di essere pagato dalla Mondadori per i suoi libri su Dylan? Se non ci credete, ecco la lista dei libri su Dylan pubblicati dalla Mondadori di Berlusconi tanto odiato da Sclavi. Nella lista c'è anche Recchioni. Odiano Berlusconi, ma non disdegnano di essere pubblicati da lui. Non è incoerenza questa? Al Plano.

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